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DIGIWELL E IL MICROCHIP IMPIANTATO NELLA MANO


Volevamo scambiare il classico biglietto da visita con Patrick Kramer. A questo punto il CEO di Digiwell si è rimboccato le maniche della camicia e ha allungato una mano vuota verso il nostro smartphone per offrire il suo biglietto da visita. I suoi dettagli di contatto sono comparsi sul nostro schermo come per magia.

Poi è riuscito ad aprire una porta chiusa a chiave soltanto accostando il dorso della mano. Un altro trucco?


A differenza di altri maghi, Patrick ha rivelato volentieri il suo segreto: sotto-pelle, tra il pollice sinistro e l'indice ha inserito un piccolo slot contenente un chip NFC, che ha permesso la lettura dei dati da parte del nostro smartphone e lo sblocco "magico" della serratura.


La tecnologia di per sé non è nuova: il riconoscimento e la marcatura con microchip di animali e bestiame preziosi è sempre più comune ed è già ampiamente utilizzata in molti paesi. Addirittura, a livello legislativo, è obbligatorio per i cani in Inghilterra e Scozia ed è già stato richiesto dalle restanti nazioni del Regno Unito.

Anche la tecnologia impiegata è ormai largamente collaudata: l'NFC – acronimo di Near Field Communication – è un sistema di connettività che permette una comunicazione bidirezionale tra due apparecchi o dispositivi che vengano accostati ad una distanza di 4 cm.

Grazie a tale tecnologia, che opera alla frequenza di 13,56 MHz, in pratica si viene a creare una rete peer-to-peer tra i due dispositivi, tramite cui entrambi gli apparecchi possono inviare e ricevere informazioni.

Per far funzionare l’NFC si può utilizzare direttamente il chip integrato negli apparecchi che ne sono dotati, oppure tramite una speciale scheda esterna, tipo memoria espandibile per i cellulari.

La società di Kramer, la Digiwell, con sede ad Amburgo, è specializzata in tali impianti e ha proposto il microchip impiantato nel palmo della mano delle persone per la prima volta al Cebit di Hannover del 2017.

La società vende due tipi di impianto:
  • xNT più recente, che opera a 13,56MHz
  • xEM che viaggia a 125kHz, compatibile con i vecchi sistemi di controllo accessi a rilevazione automatica RFID

Come per altri chip NFC, è possibile utilizzare un telefono cellulare adeguatamente dotato per leggere o scrivere (tasduttore xNT) i dati, come nel caso del biglietto da visita di Kramer.

Quello che gli impianti possono fare riguarda tutte le operazioni di riconoscimento tramite tecnologie NFC e RFID: dalla transcodifica di PIN, alla memorizzazione di dati personali "profilati", tra i quali ad esempio, lo stato di salute dell'individuo, fino alla funzione di telecomandi per ingressi personalizzati.

Il rischio ovviamente è dietro l'angolo. Una "marcatura" orwelliana del genere umano potrebbe essere intrapresa senza remora. Ma d'altronde non è quello che sta già accadendo con gli smartphone?

Il kit costerà € 69, inclusa la siringa speciale per inserirlo, insieme ad alcuni accorgimenti per mantenere il tutto sterile durante l'operazione.


È possibile fare il tutto da soli, ma Digiwell raccomanda di far eseguire questo procedimento da qualche operatore qualificato, una categoria che include anche, ad esempio, i tatuatori.

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