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SIGGRAPH 2017: LE NUOVE TECNICHE DI EDITING NELLA REALTÀ VIRTUALE


La rivoluzione della Realtà Virtuale non si ferma certo alla totale "immersività" di ciò che viene rappresentato, ma coinvolge tutte le componenti di tale approccio.

Una delle principali è senza dubbio definita dal binomio inquadratura/montaggio.

Nella comunicazione tradizionale i film, i documentari, le presentazioni aziendali e dei prodotti si affidano alle tradizionali tecniche di ripresa:
  • differenti inquadrature (campi lunghi, medi, primi e primissimi piani ad esempio)
  • diversi tagli delle inquadrature, con diversi intervalli di tempo
Il tutto per fornire un senso alla "narrazione visiva", in quanto, ricordiamolo sempre, il video è prima di tutto un testo.

Le inquadrature del celebre film di Hitchcock sono difficilmente replicabili nella VR
Tempi e inquadrature molto diversi, separati da tagli. Dato che il flusso di informazioni risultante è di solito discontinuo nello spazio e  nel tempo e l'azione nel mondo reale non lo è, appare un po' sorprendente che il risultato venga percepito come una sequenza coerente di eventi. 

Il segreto sta proprio nel saper costruire un "testo": gli elementi percettivi e visivi vengono trasformati in cognitivi e si genera una storia.

Ma nel mondo della Realtà Virtuale il fruitore diventa in un certo senso anche "regista".

A differenza della cinematografia tradizionale, la visione di un filmato VR consente agli spettatori di controllare la fotocamera.

Lo spettatore VR controlla la fotocamera
Questo pone molte domande su come gestire il tutto in questo nuovo scenario.

Un team di studiosi provenienti da due differenti università (Universidad de Zaragoza e Stanford University) ha valutato i differenti tipi di inquadrature e montaggio in VR con un campione significativo di utilizzatori.

Una schermata di presentazione del report universitario

Dai risultati si è evidenziato come l'approccio che sembra funzionare meglio nel mondo della VR, sia quello della percezione della continuità, mentre vengono rigettate le tecniche più libere che prevedono diversi orientamenti della fotocamera, zoom, ecc.

L'editing continuo consiste nella ricostruzione "attenta" del tempo reale. La scena viene di solito suddivisa in piani continui rispettando la consequenzialità fisica dell'azione.

L'uomo si accende una sigaretta (1), la fuma (2) e la spegne nel posacenere (3)
Ovviamente la scelta del raccordo è essenziale per la perfetta riuscita di questo tipo di montaggio.

Il tutto è stato codificato in un report che permette ai "nuovi registi" della Realtà Virtuale di comprendere meglio le dinamiche dei "nuovi spettatori interattivi".

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