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BIOPRINTING: LA STAMPA DI NOI STESSI

In base ai dati rilevati dalla studio effettuato dall'Allied Market Research il mercato della stampa 3D nel settore delle scienze mediche è in continua crescita e raggiungerà la ragguardevole cifra di 2,3 miliardi di dollari nel 2020, con un tasso di crescita annuale pari al 26%.

Uno degli sviluppi maggiori lo si sta avendo nel bioprinting, vale a dire nella riproduzione di modelli pre-chirurgici e le potenzialità di riproduzione di elementi di sostituzione o di supporto anatomico.

Il vantaggio di una stampante 3D è notevole, in quanto mentre i processi produttivi tendono alla standardizzazione dei prodotti, il sistema 3D printing può garantire la personalizzazione più spinta del prodotto.

Nel bioprinting la personalizzazione dei modelli pre-chirurgici permette di superare le difficoltà connesse alle particolarità morfologiche degli organi interessati, prima dell'operazione.

La stampante 3D Stratasys Eden 260 Vs, da quasi 90mila dollari, serve proprio per abbattere i tempi degli interventi nelle fasi pre-operatorie.

La stampante 3D Stratasys Eden 260 Vs

Ad esempio una paziente di quattro anni, ricoverata presso il Nicklaus Children's Hospital (NCH) di Miami, presentava una rarissima malformazione cardiaca diagnosticata come "arco aortico doppio", malformazione che determina sintomi da compressione delle vie aeree o dell'esofago.

L'operazione, rischiosa, ha spinto il Dr. Redmond Burke, direttore del dipartimento di chirurgia vascolare pediatrica dell'NCH, a utilizzare un modello del cuore della bambina riprodotto mediante una stampa effettuata da un service specializzato, Advanced RP (www.advancedrp.com), distributore di Stratasys.


"Ho pensato che poter disporre e manipolare una replica flessibile 3D del cuore avrebbe potuto permettermi di pianificare per il meglio un'operazione mai eseguita prima - ha dichiarato Burke - configurando le strutture protesiche necessarie con forme e dimensioni esatte, che si abbinassero perfettamente alle vene polmonari deformate della piccola paziente. L'intervento è stato un successo".

Un altro caso in cui è stata applicato il biopritnting riguarda una paziente di 49 anni ricoverata allo Jacob Institute di Buffalo per una grave forma di aneurisma cerebrale.

In questo caso il Dr. Adnan Siddiqi, vice primario di neurochirurgia presso la Jacobs School of Medicine, che ha preso in carico il caso, ha utilizzato una replica del cervello della paziente stampato in tre dimensioni e con cui ha proceduto con diversi approcci operativi simulando quasi dal vero le complesse operazioni di contenimento dell'aneurisma.

L'effetto è stato estremamente realistico ha affermato Siddiqi, visto che la replica del cervello era caratterizzata da diverse colorazioni e studiata in modo da ricreare il flusso sanuigno all'interno dei vasi.

Gli esempi citati sono solo alcuni di una tendenza che vedrà sempre di più un coinvolgimento diretto di service e aziende produttrici di stampanti 3D.

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