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OCULUS RIFT: RIVOLUZIONE COPERNICANA DIGITALE


Oculus Rift è un visore per realtà virtuale. Il suo campo di visione è di oltre 90 gradi in orizzontale (110 gradi di diagonale), che è più del doppio rispetto agli altri dispositivi concorrenti.

La risoluzione ufficiale è di 2160x1200 (1080x1200 per occhio).

È un sistema che immerge in una realtà nuova e inaspettata.

Delle lenti fanno sì che ci sia una leggera differenza tra le due immagini trasmesse che serve a dare l’impressione della profondità.

Infilata la maschera, che è grande all'incirca come una da sub, messe le cuffie sulle orecchie, il viaggio finalmente inizia.

Rift ha un sistema audio integrato, ovvero delle piccole cuffie, che volendo possono essere rimosse per utilizzare quelle che preferiamo.

Per regolare la distanza tra le pupille è presente un piccolo slider nella parte più bassa che permette di posizionare le lenti nella maniera ottimale. Il sensore è comodissimo e veramente molto leggero.

Oltre al visore, nella confezione troviamo un sensore esterno, da posizionare sulla scrivania di fronte a noi, che interagisce col sistema di tracking e analizza i movimenti della testa ed eventuali oggetti che si trovano di fronte.

Il kit di base degli Oculus Rift
La realtà virtuale, peraltro nata più di vent'anni fa con le prime rudimentali applicazioni, è un sistema digitale rivoluzionario.

Cambia la grammatica visiva, cambia il modo di fruire contenuti, di fare entertainment, di vedere un film, di ammirare un'opera s'arte, di studiare un argomento.

Per esempio non sarà più valido usare primi e primissimi piani per rendere l'azione più avvincente ed emozionante per lo spettatore, ma occorrerà usare piani sequenza, campi medi, lunghi e lunghissimi, sapendo che l'inquadratura sarà decisa dall'utente, come pure il campo e il controcampo.

Gli strumenti di tracking gestuale per una più completa interazione
La possibilità di vivere in una dimensione altra, potrebbe portare enormi benefici anche in medicina, a coloro che sono non vedenti, a chi è immobilizzato ma che potrà ancora rivivere la sensazione del movimento e dell'interazione con l'ambiente e con gli amici, sia pure in forma di avatar.

Come sempre, ogni tecnologia è di per sé neutra, cambia finalità in base all'uso che se ne fa.

Così, come può essere un valido aiuto per divertirsi o studiare, un elemento indispensabile per coloro che hanno problemi di vista o di deambulazione, potrebbe diventare una trappola psicologica per quanti scegliessero di vivere solo in una realtà virtuale più appagante e così dimenticassero di vivere l'esistenza reale.

La sensazione di immersività in altri mondi può risultare molto convincente
Accadrebbe in quest'ultimo caso ciò che si verifica nel romanzo di Harry Potter, quando il maghetto bambino scopre lo specchio dei desideri e vi ritrova i suoi defunti genitori. Vi passa ore e ore, godendo della loro compagnia, senza studiare, senza giocare. Fino a quando Silente gli rammenta che "Non serve a niente rifugiarsi nei sogni, Harry, e dimenticarsi di vivere".


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